un mese dal rientro

sembra già passato un anno…Paul me lo aveva detto, mi aveva dato una deadline precisa per tradurre il mio cv in francese e per non farmi rinchiodare dalla routine. Saggio il mio Paul. Mi conosce. Non so ancora dire se mi sto facendo incastrare di nuovo dalla quotidianità ma quando Parigi ti entra dentro è difficile scindere e ricalibrare. Forse non è nemmeno Parigi ma è finalmente solo ed esclusivamente la leggerezza dell’essere, che quando impari e tocchi con mano non ti abbandona più.

In questo nuovo mese milanese posso tracciare solo pochi segni. O forse sono già troppi. Tocco con mano la delusione di un paese dove tentare di far cultura e vivere di bellezza è sempre più difficile e per pochi, pochissimi. Tocco con mano la disillusione della mia generazione e la scarsa prospettiva per quella futura e questo non fa altro che riportarmi al senso di vivere il MIO tempo così ma non finisco di farmi stupire da ogni attimo, ogni minuto, ogni secondo.

ma casa dov'è?

 

Quanto tempo voglio impiegarci ancora?

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