bianca non è la rosa che porto a te

un sabato notte in attesa di vinicio, lo ascolto, ascolto il nuovo album, pieno tra le altre di vecchie canzoni rivisitate. Bello.

Ho inviato il libro della mia Parigi di ben 2 anni fa ad una persona ancora in cerca di identità, non so ancora se l’ho fatto per reinviarlo a me o se è perchè rosa è la rosa che porto. L’ho inviato e basta. Così come ho detto e basta una vera verità qualche giorno fa.  Finalmente senza conseguenze. Questa è forse la cosa più importante che ho imparato dai tempi delle strade di Francia.

E’ un apparente strano stato di tranquillità con tutto attorno che cade, cambia, si trasforma senza nessuna sicurezza. Eppure mi sento così. Chi l’avrebbe mai detto.

A ver.

 

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